CAPIRE LA MENTE

Conosci gli inquilini che vivono nella tua mente

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LA CASA

GLI INQUILINI

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Dinamiche (Letto) Vitale Morale Ideale_S

LE DINAMICHE

 
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LA CASA

La mente è una casa, il luogo dove vivono le nostre voci interne, gli inquilini. Può essere spaziosa, angusta, luminosa o buia. Può essere ricca di oggetti acquistati nelle tante epoche della vita, o può essere spoglia e polverosa. La nostra casa è il luogo dei pensieri e gli oggetti sono le nostre esperienze, le memorie, gli strumenti che usiamo per pensare. Possiamo averne rispetto, cura o lasciarla impolverata e trascurata. Qualcuno la ristruttura incessantemente, altri resistono a qualunque cambiamento trovando nella permanenza la loro cuccia.   

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LA SOFFITTA

La soffitta è il nostro inconscio.

Un luogo segreto, nascosto alla nostra percezione vigile,

ma pieno di cose che fanno parte del passato e del presente e che racchiude ciò che di più autentico siamo.

Nella nostra casa c’è quello che ci occorre ogni giorno per vivere;

nella soffitta è riposto quello che ci impedirebbe ogni giorno di vivere.

 

GLI INQUILINI

Ma chi vive in questa casa? Chi archivia ricordi, fabbrica emozioni e ripone dolori?

Cosa sono i pensieri?  Perché a volte sembrano voci indipendenti che ci abitano la mente, che ci sgridano, che ci obbligano, che ci incoraggiano o ci mettono paura?

Ho passato tanti anni ad ascoltare le persone e mentre raccontavano le loro storie mi accorgevo dei dialoghi e dei borbottii dietro i racconti, dei conflitti che avvenivano dietro le parole. 

Sono tre gli inquilini che vivono in ognuno di noi, che abitano le nostre menti. 

Queste sono le anime nella nostra mente, le voci che ci parlano, che sussurrano, che ci motivano o ci scoraggiano.

Nella psicodinamica vengono definite istanze psichiche e sono le parti della nostra personalità, che dialogano nella nostra mente e ci parlano come voci interne.

Ma possiamo immaginarle come inquilini, che abitano la casa come l’abbiamo descritta: Tre Inquilini ed un Maggiordomo. 

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VITALE

Il primo inquilino è Vitale ed è un bambino.

Capriccioso, volitivo, giocoso e prepotente, perché Vitale e’ la spinta alla vita, e’ l’istinto, e’ l’impulsività.

E’ la parte di noi che vuole e desidera, che divora il mondo, che lo vuole.

È fatto di impulsi, spinte emotive, non sa aspettare né posticipare. 

Vitale è l’espressione psichica dei bisogni pulsionali che vengono dal corpo, è la volontà di ottenere il piacere ad ogni costo, è l’energia profonda che ama vivere. Instancabile e imperativa.

Vitale è governato dalla ricerca del proprio piacere, dal soddisfacimento di ogni suo bisogno, in modo indipendente dalla realtà, totale e immediato. Esattamente come farebbe un bambino. 

Per questo possiamo immaginarlo come piccolo e prepotente.

Privo di logica, incapace di valutare le conseguenze delle proprie azioni, inconsapevole della realizzabilità di ciò che chiede, come del tempo e delle leggi che regolano l’ambiente. 

Dentro Vitale coesistono caotiche energie vitali: sessuali, aggressive e istintive che si agitano al solo fine di ottenere il proprio piacere.

Vitale nasce con noi. La sua natura e’ innata: intemperante, turbolenta, aggressiva, agitata o al contrario mite, tranquilla, remissiva. Le caratteristiche di Vitale fanno parte del corredo genetico dell’individuo.

Ognuno combatte la vita con la propria natura emotiva, istintiva, e quindi con il piccolo e potente desiderio di avere, di mordere, di emozionarsi e con la difficolta’di gestire tutto il caos emotivo che da questa natura deriva. 

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MORALE

Il secondo inquilino è Morale. Anziano, severo, intransigente. 

Morale è la nostra coscienza. L’insieme dei principi morali. La nostra etica.

La parte di noi che giudica e condanna, che conosce il valore del rispetto e di una parola data, che non ammette scorrettezze e si rapporta agli eventi con il timore della punizione

È vecchio e ligio, è severo e giudicante e impone regole e costrizioni.

Ci dice cosa dobbiamo fare, come sia lecito comportarci, quello che è sbagliato e irresponsabile.

Morale non è innato, né geneticamente determinato, ma si forma in relazione all’educazione che ci viene data dai genitori, dalla scuola e dall’ambiente in cui cresciamo.

Per questo è condizionato dall’autorità alla quale siamo sottoposti, dalla cultura e dalle influenze religiose o storico-politiche.

È grazie a questo signore che Vitale non fa da padrone nella nostra casa permettendoci un’esistenza sociale rispettosa degli altri e un vivere civile. 

Ma è sempre per mano sua che ci sentiamo in colpa, che abbiamo paura di essere giudicati o puniti, che diventiamo severi e intransigenti, verso noi stessi e verso gli altri.

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IDEALE

Il terzo inquilino è Ideale.

Ben vestito, curato, altezzoso e orgoglioso, si nutre dei nostri ideali, si ispira ai nostri modelli

Ideale è l’immagine grandiosa di noi stessi.

È l’insieme delle aspettative, delle aspirazioni, delle manie di grandezza.

Ci racconta cosa vorremmo essere e cosa aspiriamo a realizzare.

È la parte che ci spinge a raggiungere obiettivi elevati, ideali appunto. È un signore elegante e perfezionista, quasi mai soddisfatto. È la parte di noi che difficilmente si accontenta di ciò che siamo, che smuove le ambizioni e, a volte, le utopie.

Come Morale, anche Ideale si forma durante gli anni della crescita, attraverso i modelli che ci sono offerti, cui tendere e assomigliare.

Anche lui, quindi, non è né innato né ereditario in senso genetico, ma si sviluppa grazie alle aspirazioni dei nostri genitori e ai valori che apprendiamo.

Ideale ci vuole migliori, più bravi, eccezionali e speciali, difficilmente si accontenta della normalità e spera nella possibilità di essere unici e indimenticabili.

IL MAGGIORDOMO

Un domestico a tutto servizio, un eccellente mediatore, un instancabile risolutore di richieste e problemi. 

Il Maggiordomo è il nostro l’intelletto, la parte che pensa e percepisce, a cui giungono gli stimoli dal mondo attraverso i cinque sensi e che, quindi, è capace di codificare la realtà. 

È l’uomo che ascolta i suoi padroni, valuta le loro richieste, media i conflitti e cerca di esaudire i desideri di Vitale, rispettando al contempo i principi di Morale e accogliendo le aspirazioni di Ideale.

Corre, pensa, valuta e agisce. Integra le richieste interne con i principi di realtà e permette, per quanto possibile, una vita lontana da liti furibonde e repressioni sanguinose.

Senza di lui la mente sarebbe solo un cumulo di voci senza alcuna capacità di vita concreta e senza le sue mediazioni ogni conflitto terminerebbe con la capitolazione di un inquilino sull’altro.

Il Maggiordomo, pertanto, è la capacità di raziocinio, e’ il pensiero logico, la memoria, e il collegamento con lo spazio e il tempo; è colui che sa cosa è possibile o non possibile realizzare, come realizzarlo, in quanto tempo e con quali risorse. 

Lui è l’intelletto, la cognizione, il ragionamento, la razionalita’ e la conoscenza.

Lui comprende il mondo perche’ annusa, vede, ascolta, tocca le cose e le persone, impara e memorizza. Cresce con lo sviluppo, migliora con gli anni e attraverso tuuti gli stimoli che l’ambiente offre. 

Il Maggiordomo conosce ed elabora i dati della realtà esterna e pianifica, sotto la spinta degli inquilini, le nostre azioni.

Per questo motivo si dice che l’Intelletto obbedisce al “principio di realtà”. 

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LE DINAMICHE

Dentro di noi vivono tre inquilini ottusi ed egocentrici, totalitari e spesso poco disposti al compromesso, incuranti del mondo che li circonda.

Vitale: istinto, impulsivita’, voglia di avere

Morale con i giudizi e le regole, cosa e’ giusto e sbagliato

Ideale con le sue ambizioni e i sogni da realizzare. 

Tre inquilini litigiosi perche’ diversi e spesso in disaccordo. 

Vitale che chiede, Morale che ne reprime l’esuberanza, Ideale che lotta per affermare cio’ in cui crede. 

E’ facile immaginare quanto sia difficile la pace dentro di noi, quanto ardua la convivenza nella mente tra un bambino capriccioso, un anziano giudice e un ostinato perfezionista, pronti alla lite e incapaci di fare un esame di realtà.

 

Eppure la convivenza è possibile e compatibile con l’adattamento alla realta’ e questo grazie a lui: il Maggiordomo.

Il Maggiordomo e’ colui che ha a disposizione i mezzi per realizzare i desideri, accontentare la morale e seguire gli ideali.

Forse non ci facciamo neanche caso, ma nella mente i dibattiti sono vivi e continui. Ogni situazione della vita è un confronto di voci nella mente che il Maggiordomo deve trasformare in un coro. I pensieri sono sussurri e grida che escono dai polmoni dei nostri inquilini. Pretese, richieste, bisogni, ingiunzioni e una affannosa ricerca per trovare una soluzione. 

 

Cambiare l’auto, fare un acquisto, lasciare i figli a casa con la baby sitter, rispondere ad un messaggio, assecondare un flirt, fermarsi a prendere un gelato, in ogni momento le azioni che compiamo sono la risultante di diverse traiettorie, sono il frutto di una piccola riunione condominiale tra cio’ che desideriamo, cio’ che riteniamo giusto o sbagliato e quello che vorremmo essere.

 

Comprare un vestito o risparmiare i soldi, accontentare la voglia di una fetta di torta o mantenere la linea?

 

In ognuno di noi appena si affaccia una richiesta o emerge un bisogno, subito altre voci si aggiungono, voci di regole e giudizio, voci di ideali e ambizioni.

CONFLITTI...

... e SOLUZIONI

Tutte le situazioni della vita, tutte le scelte, tutto ciò che facciamo è sostenuto da un dibattito interno, il quale può condurre a decisioni armoniche, che trovano gli inquilini d’ accordo oppure generano conflitti e prevaricazioni.

Avere conflitti e’ la cosa piu’ normale del mondo. 

Tuttavia avere una conflittualita’ interna puo’ essere causa di disagio e anche di forte malessere se non si riesce mai a trovare un accordo interno.

I sensi di colpa sono causati dal conflitto tra Vitale e Morale, ovvero tra i nostri desideri e la parte giudicante di noi che ne vieta la realizzazione. 

Piu’ siamo severi con noi stessi, intransigenti e giudicanti, piu’ ci sentiremo in colpa quando non saremo in grado di assecondare un impulso o un desiderio. 

Il conflitto tra desideri e ideali invece e’ causa di vergogna. 

La vergogna e’ un sentimento che scaturisce dalla constatazione che non siamo come vorremmo essere e che i desideri ci allontanano dall’ ideale che vorremmo perseguire.

Ci si puo’ vergognare e sentire in colpa allo stesso tempo quando non solo facciamo qualcosa che la nostra morale ci vieta, ma anche che il nostro ideale non approva.

 

Ogni lettore può iniziare a fare questo esercizio. Prendiamo un evento della vita, recente o lontano che ci ha causato malessere e una decisione sofferta. Scomponiamo le voci nella mente. Cosa diceva Vitale? Se avessimo seguito solo il desiderio, la parte impulsiva, cosa avremmo fatto? Cosa diceva la nostra coscienza? Ci sentivamo in colpa, delusi da noi stessi, cosa pensavamo di dover fare? Ci siamo piaciuti e stimati per la decisione presa? Che soluzioni abbiamo trovato per mediare tra quello che avremmo voluto fare e quello che era più giusto fare?

I conflitti influenzano ogni decisione, mentre e’ compito del Maggiordomo trovare il modo di gestirli, accontentando, mediando e trovando diversivi. 

Spetta al Maggiordomo trovare il modo per mettere d’accordo gli inquilini e fare in modo che nella mente regni l’armonia.

Quando questo non e’ possibile, quando nella mente le liti impediscono la realizzazione dei desideri o della coscienza o degli ideali, l’inquilino deluso si arrabbia, urla e si dimena causando una sofferenza e un sintomo.

Pertanto il Maggiordomo, cioe’ il nostro intelletto, deve trovare dei modi per mediare e trovare degli accordi. 

Piu’ un Maggiordomo e’ rapido e capace di trovare soluzioni, piu’ nella mente regnera’ la pace.

I modi che ha per gestire gli inquilini si chiamano Meccanismi di difesa, e sono tutte le operazioni psichiche che servono per trovare accordi. Alcuni meccanismi sono molto funzionali, altri sono delle specie di clave con cui si tramortisce uno degli inquilini mettendo ko la sua richiesta. 

La soffitta e’ il luogo dove vengono allontanate le richieste che non possono essere esaudite e che creano conflitti insanabili.