Q&A

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D: Ho 23 anni e soffro di disturbi alimentari da molti anni. C’è un motivo per il quale ci si ammala di questa malattia?  Si può guarire?

R: I disturbi alimentari sono un gruppo molto eterogeneo di condizioni cliniche, tutte caratterizzate da un difficile rapporto tra la parte impulsiva, vitale e desiderante della mente e la parte Morale, del giudizio e degli ideali.

Si tratta di persone che non permettono all’istinto di essere libero, di desiderare ed essere ascoltato, ma lo vivono come pericoloso e si caricano di giudizi, sensi di colpa e vergogna. 

L’insicurezza nelle relazioni porta queste persone a cercare una perfezione che possa garantire loro di essere amate, confondendo il merito con il diritto di essere accettate e volute bene in modo spontaneo.

Bloccando i desideri, soprattutto con l’adolescenza, si trovano ad avere conflitti ingestibili nella mente che conducono o a fasi alterne di abbuffate, sensi di colpa e tentativi di riparazione oppure alla inibizione completa di tutti i desideri, fino a rinunciare alla vita.

Si guarisce con un buon percorso terapeutico e con la comprensione dei meccanismi che nella mente producono questi dolorosi sintomi.

D: Il mio fidanzato ogni volta che litighiamo mi dice cose orribili, c’è una ragione psicologica al suo modo di fare? Non capisco perché se pensa certe cose di me possa amarmi come dice. 

R: Alcune persone tendono a svalutare, per difendersi, quando provano una frustrazione. La svalutazione è un segno di insicurezza, infatti, abbassando il valore di chi ci è vicino si cerca di mantenere il controllo sul partner e al contempo si tenta di aumentare il proprio valore.

La svalutazione crea una dipendenza in chi la riceve, poiché non sentendosi adeguati si teme di perdere l’amore e si tenta di riguadagnare stima e affetto. 

D: Mi sento in colpa continuamente. Non riesco mai a concedermi qualche momento per me o qualcosa che mi piace. È una malattia psicologica? 

R: Non è una malattia, ma può far ammalare. I sensi di colpa sono la conseguenza di un conflitto interno tra i desideri e il senso del dovere che non permette a nessun desiderio di realizzarsi.

Spesso la nostra morale interna è colpevolizzante e ci fa sentire inadeguati, sbagliati, pigri o superficiali, come se essere felici sia qualcosa di terribile e condannabile.

Le persone che si sentono sempre in colpa sono giudicanti verso se stesse e a volte verso gli altri.

Invece bisognerebbe essere benevoli verso la voglia di vivere che si ha dentro.

D: soffro di attacchi di panico, ho paura di uscire di casa e di stare sola perche’ temo che possa accadermi di nuovo di perdere il controllo. A volte penso di essere diventata pazza, la vita mi sembra diversa. 

R: L'esperienza dell’attacco di panico è una delle più brutte esperienze psicologiche. La parte razionale della mente perde la capacità di dare un senso e riconoscere ciò che ci circonda e questo è causa di una profonda angoscia e incertezza, perché senza la capacità di vedere e riconoscere la realtà interna ed esterna ci si sente in balia dello spazio, del tempo e delle emozioni. 

Per questo le persone che soffrono di ansia e panico tendono a non voler stare da sole, perché non confidano più nella propria capacità di dare un senso e un nome a se stessi e all’ambiente. Ci si affida a chiunque pur di non sentirsi soli e incapaci di fronteggiare la paura. Ma la paura, in realtà, è energia trattenuta, bloccata, per la convinzione che sia pericolosa, fino al punto di esplodere. L’attacco di panico è l’esplosione dell’energia trattenuta che l’intelletto non sa ne gestire ne contenere.  Il problema è che più ci si limita, più si diventa insicuri e più si avrà paura, mentre è necessario accettare che la nostra mente può sempre imparare e trovare il modo di cavarsela da sola. Smettere di avere paura è il primo passo verso una nuova indipendenza. 

Qui potrai chiedere tutto quello che vuoi. Non ti preoccupare, come vedi, rimarrai in anonimato.