MENTE E CORPO

Aggiornamento: 29 gen 2020


Ho paura: mi sudano le mani.

Sono preoccupato: ho lo stomaco chiuso.

Sono teso: ho mal di pancia.

Mi sento innamorato: ho le farfalle nello stomaco.

Sono emozionato: ho il cuore in gola.

Che rabbia: ho un travaso di bile.

Mi vergogno: sono rossa in viso.


Quante prove vogliamo per capire che mente e corpo sono una unità?

Cosa ci occorre per convincerci che il nostro corpo manifesta le emozioni e i pensieri parlano del corpo?


Tutti ritengono saggia l’espressione mens sana in corpore sano, tutti diciamo di credere che la mente, lo stress, il disagio influiscano sulle sofferenze fisiche e altrettanto per l’inverso: l’umore cambia se non ci sentiamo bene fisicamente.

Eppure quasi nessuno agisce di conseguenza.

In pochi credono realmente di poter alleviare una malattia del corpo attraverso il pensiero o si prendono cura del proprio organismo avanti ad un disagio psichico.

Nella vita quotidiana ci si comporta come se corpo e mente fossero disgiunti, due compagni di viaggio costretti a sopportarsi, a tollerarsi e se possibile ad ignorarsi quando la vicinanza diviene scomoda.


Tante volte ho sentito dire “questo copro non è mio, non mi appartiene, non mi rappresenta”, mille volte invece ho visto persone uccidersi di fatica per non pensare. Quasi sempre ho osservato l’incredulità avanti al pensiero che un tumore, una psoriasi, una alopecia o un’infezione fossero di origine psicosomatica e curabili con la parola.


Eppure nelle situazioni di stress, si producono variazioni misurabili delle cellule del sistema immunitario, del sistema endocrino e di quello gastrointestinale. Sono sempre maggiori i dati che dimostrano che un certo stato mentale, un certo tipo di pensiero, cambia parametri come la glicemia, le endorfine, il numero di recettori sui linfociti o la conduttanza elettrica della pelle e le onde elettromagnetiche emesse dall'organismo; un certo tipo di pensiero cambia il modo in cui la pianta del piede aderisce al suolo e, viceversa, una certa postura fisica, un movimento ci permette di accedere a certi stati coscienza ed ad altri no.


Le persone tristi, depresse hanno spesso la colonna vertebrale ricurva in posizione cifotica, il capo chino e incassato nelle spalle, fanno respiri corti e frequenti, e hanno lo sguardo rivolto in basso.


È difficile essere depressi guardando in alto, aprendo il torace, respirando a pieni polmoni.


Pertanto dire che siamo mente/corpo non è una affermazione filosofica, ma fisiologica: i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano e lavorano assieme. Ciò significa che la mente, le emozioni e il corpo non sono entità separate, ma interconnesse. Basti pensare che gli stessi neurotrasmettitori che operano nel cervello lo fanno anche nel sistema immunitario e le cellule di quest’ultimo possono essere il bersaglio dei messaggi nervosi.

Le catecolamine (adrenalina e noradrenalina), il cortisolo e la prolattina come pure gli oppiacei naturali - particolarmente importanti nell'aiutare l'individuo a tollerare il dolore fisico - vengono tutti liberati in quellstato di attivazione fisiologica che segue allo stress e ciascuna di queste sostanze ha un forte impatto sulle cellule immunitarie, sulle difese, sulla funzionalita’ muscoloscheletrica e di quasi ogni organo.


Da questo punto di vista, come scrive Galimberti, la medicina psicosomatica, in un'accezione ampia, rappresenta quella concezione che, oltrepassando il dualismo psicofisico, che separa il corpo dalla mente, guarda all'uomo come un tutto unitario dove la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

I conflitti interni si manifestano con una grande quantità di sintomi: insonnia, agitazione, incubi, paure, pianto immotivato, rapidi cambiamenti di umore, disturbi gastrointestinali, difficoltà respiratorie, alterazioni del battito cardiaco, disagi e problemi sessuali, capogiri, perdita dell’equilibrio, difficoltà di concentrazione, diminuzione della memoria, sudorazione eccessiva.

Corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, di un tutt'uno: l'uomo nella sua unità somato-psichica.


Corpo e mente non possono essere in guerra.

La mente deve arrendersi alle esigenze corporee perché queste sono prioritarie, più importanti, più forti. Il corpo ha i suoi tempi, i suoi ritmi e la mente li deve rispettare. Spesso si nega al corpo il dovuto riposo e si costringe a ritmi stressanti, a sforzi eccessivi e immotivati. Questo equivale ad una dichiarazione di guerra dall’esito scontato.


Bisogna rispettare il corpo e sentirlo una cosa bella che ci appartiene, non l’involucro che invecchia, ingrassa, si ammala e ci tiene prigionieri.

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