LA PAURA DEL FUTURO

Aggiornamento: 26 gen 2020

Per comprendere l’adolescenza bisogna accennare ad alcuni cambiamenti fondamentali della società moderna, dei quali Bauman ha dato una definizione molto bella parlando di società liquida, dove la metafora della “liquidità” si contrappone all’organizzazione sociale fondata su principi di valore saldi e solidi.


L’uomo contemporaneo è orfano di una morale assoluta e unica, intesa come contenitore collettivo e bussola di comportamento sociale.


Leggendo Bauman appare che la descrizione di soggetto che egli propone aderisca alla condizione degli adolescenti. Ovvero l’individuo come un adolescente è in piena crisi identitaria, incapace di compiere scelte definitive, dispiaciuto di abbandonare il mondo infantile con la sua onnipotenza di essere e fare tutto.

La mobilità, la precarietà, la spinta a rimettere tutto in discussione impediscono la percezione di un’identità stabile.

I cambiamenti familiari, le separazioni e le ricostituzioni di nuovi nuclei cambiano gli orizzonti affettivi in un continuo ciclo che sembra voler dire che tutto è ricominciabile.

A tale proposito la dilatazione parossistica della durata dell’adolescenza è un segnale che la società si sta adolescentizzando.


La domanda da porsi è:

Questi cambiamenti del ciclo vitale intervenuti nella struttura sociale quali modificazioni possono produrre nella testa degli adolescenti?

Come si rappresentano essi il fluire della loro esistenza?


Per le nuove generazioni non sembra esservi nessun elemento di continuità fra passato, presente e futuro, alcun rilievo da un lato per la dimensione del ricordo, dall’altro lato per quella della progettualità e delle aspettative.

Un tratto significativo della cultura giovanile della nostra epoca è quello della mancanza di desiderio di operare delle scelte che li identifichino perché irreversibili.


I giovani non sono incapaci di scegliere, ma pensano che ogni scelta debba essere considerata provvisoria finché non si saranno esaminate con cura tutte le opportunità che la realtà può offrire. Vivono nella convinzione che possa arrivare un’opportunità migliore o nella paura di non essere liberi o pronti quando essa arriverà. Rinviare le scelte vuol dire in questo caso non precludersi delle possibilità che in seguito si potrebbero rimpiangere.

Un altro tratto caratteristico della cultura giovanile attuale è l’enfatizzazione del presente, come tentativo di arricchire il presente di significato e sentirsi privo di vincoli.


Per molto tempo la cultura occidentale ha premiato una prospettiva temporale a lungo termine, ma qualcosa sta cambiando e la perdita di una progettualità a medio-lungo termine, nonché di scelte per il futuro, porta ad una difficoltà nella costruzione identitaria.

La socializzazione richiede tempi lunghi, l’acquisizione di competenze richiede tempo, anche l’elaborazione degli eventi si basa sulla temporalità, al contrario la liquidità non ha una forma, muta e se da un lato la trasformabilità dell’essere appare una eccezionale possibilità, dall’altro sta diventando una materia instabile con la quale l’essere umano non riesce a reggersi in piedi e mantenere se stesso in presenza di altri fluidi come lui.


Per tanto man mano che il tempo passa il futuro carico di opportunità diventa presente privo di una dimensione identitaria e fa paura.



L’invecchiamento perde completamente di senso, perché non è più deposito di sapere e ricchezza, ma luogo deprivato delle infinite possibilità che si attendevano.

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