RELAZIONI NARCISISTICHE

Perché alcune relazioni sono così dolorose da togliere la vita, la libertà, il pensiero?

Perché le chiamano relazioni narcisistiche?

Chi sono i narcisisti?


Il narcisismo é una fragilità dell’autostima, della considerazione di se stessi.

Più una persona ha paura di non essere e non valere abbastanza, più teme il confronto, fugge la critica e si difende dal contatto con gli altri.


Più un individuo è preoccupato di non avere un vero valore personale, più vive nella paura di essere abbandonato, non voluto, non visto.

Tanto maggiore è la fragilità dell’autostima tanto più elevata è l’angoscia di non avere un valore, fino a temere di non esistere.


Avanti ad una angoscia così profonda l’individuo può solo difendersi negando in modo estremo le sue paure, fino ad arrivare a non percepirle, ma destinando la sua vita alla distruzione di chi una consistenza, una stima e una esistenza ce l’ha.

Narcisti a vari livelli lo siamo un pochino tutti. Tutti abbiamo il timore di non essere capaci, di non valere a sufficienza, tutti abbiamo paura del confronto o di non essere amati o essere abbandonati.

Man mano che questa paura cresce crescono le difese.

Normalmente si pensa che avere una bassa autostima si traduca nell’insicurezza, nel bisogno di conferme e nella dipendenza dagli altri e dalla loro opinione. Tutto questo è vero, ma riguarda le lievi forme di scarsa autostima. Le forme più severe, le vere mancanze di certezza in se stessi, si manifestano nel loro opposto.

Arroganza, mancanza di flessibilità, impossibilita’ ad accettare una critica o cambiare opinione. Questo perché la paura che venga confermato il proprio disvalore si traduce nel tentativo di non essere mai vulnerabili, attaccabili e svalutabili, mostrandosi forti e sicuri, mentre si cerca di togliere agli altri le sicurezze.


Persone con un grande ego, promotori di se stessi, incapaci di un confronto e di accettare un punto di vista diverso sono i veri insicuri, i narcisisti. Addirittura succede che ci sia una incapacita’ concreta nel vedere la realta’ e riconoscere proprie fragilità.


I narcisisti non riconoscono i propri difetti, anzi, li vedono proiettati negli altri, verso i quali si accaniscono, perché ad un livello profondo e inconsapevole sanno di rimproverare se stessi.

Un narcisista ti convince di essere lui nel giusto e tu sbagliato, anche grazie alla mancanza di empatia che rende queste persone prive dello scrupolo di criticare, umiliare e denigrare. L’unico obbiettivo del narcisista e mantenere intatta la propria autostima, pertanto ti saranno grati e vicini se li farai sentire bravi, capaci, i migliori, grandiosi, ottimi consiglieri e fantastici genitori, ma ti distruggeranno appena farai una critica, mostrerai un successo personale o solo un opinione discordante, ma obbiettivamente funzionale.


Anzi più la realtà evidenzia un loro errore e più questa realtà sarà capovolta, distorta, ricostruita fino ad adattarsi come un guanto alla versione grandiosa di se stessi, a costo di negare elementi, di agire sul livello emotivo, di ricostruire con infiniti trucchi il corso della storia.

Negazione, svalutazione, manipolazione diventano le armi con cui si giocano le partire relazionali. Non è importante conoscere qualcuno, l’imperativo è far si che quel qualcuno abbia una buona opinione.


I narcisisti perversi sono coloro che pur di difendere il senso di se stessi manipolano a tal punto la comunicazione e la realtà da pervertire il significato delle cose.


Una relazione con un narcisista è possibile e per alcuni aspetti molto gratificante, perché quando confermi ad un insicuro patologico il suo valore lui ti fa sentire meravigliosamente.


Il problema è che non avrà nessuna pietà a massacrarti quando questo non avverrà.


 

I partner dei narcisisti sono a loro volta molto fragili, ma in modo speculare.

Anziché affermare la propria opinione, i propri bisogni e convinzioni, tentano di sentirsi grandiosi e speciali attraverso l’abnegazione e l’accettazione della totura che il narcisista infligge.

A loro volta negano l’evidenza e capitolano alla manipolazione della realtà anche se questa arriva al paradosso.

Spesso sono le donne che vivono le proprie fragilità come co-dipendenti dei narcisisti manipolatori, perché il bisogno di essere speciali si plasma attorno al concetto di madre onnipotente che tollera ogni forma di vessazione pur di accontentare il compagno/figlio arrabbiato.


Persone efficenti, in gamba, capaci di organizzare la vita propria e della famiglia che si sentono incapaci, inadeguate, inappropriate e criticate proprio perché sono funzionali e brave, e quindi pericolose.

Si generano così delle relazioni terribili, massacranti e dolorose, nelle quali il partner più disfunzionale detta le condizioni e l’altro si distrugge.


Per questa ragione i partner dei narcisisti vengono defini co-dipendenti, poiché anche loro dipendono da ciò che gli altri, soprattutto il partner, pensano di loro.

Entrambi cercano nella relazione di trovare una unione speciale, che sia di conferma narcisistica, senza accorgersi che è proprio l’insicurezza il virus che lentamente li distrugge.

Il narcisista patologico deve distruggere per sentirsi capace, il co-dipendente si fa distruggere perché crede di aver fallito e non lo tollera.

Le relazioni narcisistiche vanno avanti in una collusione senza possibilità di risoluzione.

I narcisisti patologici si appostano in attesa di un errore del loro partner, il quale vive nel terrore di sbagliare e accetta la punizione perché anche per lui sbagliare non è accettabile.


Due persone onnipotenti: una nel chiedere e l’altra nel corrispondere.


Sbagliare invece è una bella cosa, è un esperienza fondamentale che porta in sé il germoglio del cambiamento.

Più si è sicuri più si tollera di sbagliare e si comprendono senza giudizio gli errori degli altri.



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